Luminal di Isabella Santacroce è il libro più “diverso” che abbia mai letto finora. Devo ammetterlo: la copertina ha giocato un ruolo fondamentale (e non sono il tipo che si convince con una semplice fotografia a effetto). E poi una prima edizione dei Canguri Feltrinelli è sempre un’occasione da cogliere al volo. In più il volume è dedicato a oltre trenta personalità molto diverse tra loro ma tutte fantasticamente speciali: Fassbinder, Majakovskij, Plath, Deleuze, Cleopatra, Dalidà. Tra i tanti, spicca Seneca. Lo compro subito. Il linguaggio di Luminal è colloquiale, legato alla vita reale, con poca punteggiatura, parrebbe quasi anti-letterario, ma lo stile trova la sua letterarietà nello scorrere delle pagine. Quello dell’autrice è un universo difficile da penetrare, all’inizio, finché non ti si concede in toto; non ci sono forzature, bisogna solo trovare l’angolo di sipario giusto mentre si vaga sul palco ancora buio della storia.