In La patente troviamo maschera, umorismo, rovesciamenti: Rosario Chiarchiaro è l’incarnazione di questo e tanto altro. Un uomo è visto come iettatore dall’intero paese, ed è un giudice a dover fare luce sulla questione. La differenza è che il soggetto non cerca giustizia con denunce a chi lo ha identificato come portasfortuna, bensì vuole una patente, un riconoscimento fisico della funzione di menagramo. Un capolavoro? Certo, e il valore accresce nell’iconica interpretazione di Totò. Cosa si può volere di più? È la storia breve più efficace, impossibile da dimenticare, impossibile da replicare. Ed è citata da tantissimi scrittori, fondante per la nostra letteratura.