La datazione del De vulgari eloquentia è complessa come per quasi tutte le opere di Dante. In giro troviamo tante biografie del più famoso Alighieri della letteratura, eppure ci sono diversi “buchi” di trama dove ognuno vi proporrà ipotetici viaggi danteschi. L’opera è scritta dopo il 1302, perché nel secondo libro c’è una non tanto velata presa in giro nei confronti di Carlo di Valois e la sua disfatta in Sicilia. In ogni caso la maggior parte degli studi ferma la stesura al 1305, mese più, mese meno. Parliamoci chiaro: Dante interromperà tutte le sue attività per concentrarsi sulla Commedia. Ma dove si trovava? A Forlì? Verona? In Lunigiana? Comunque sia, è nei nostri cuori.

Nello specifico, nel De vulgari eloquentia Dante mette tanta carne sul fuoco. Io salterò tutte le considerazioni religiose perché non ho voglia di litigare, a differenza dell’autore che – diciamolo chiaramente – sentiva spesso quella particolare frenesia belligerante tipica degli esiliati.