Persone normali – Sally Rooney

Persone normali, sia se parliamo del libro sia se ci riferiamo alla serie televisiva che ne è stata tratta, è indubbiamente un titolo che ha riscosso un grandissimo successo. 

Persone normali è il secondo libro di Sally Rooney, giovane scrittrice irlandese che non smette di far parlare di sé attraverso i suoi personaggi; che tendono a muoversi in un universo ben preciso e ben noto all’autrice, quello del Trinity College di Dublino. Questi però si fanno portavoce di interiorità profondissime e controverse.

Protagonisti di questa nuova avventura letteraria sono Connell e Marianne, le cui esistenze si intrecciano in una labirintica storia d’amore a partire dall’ultimo anno delle superiori.

Si è molto tentati, durante la lettura, di dividere il libro in parti; come se i ruoli o gli stati d’animo dei due protagonisti si alternassero senza riuscire a combaciare perfettamente. Ma è un gioco di  superficie.

Già dai loro primi e furtivi incontri si possono scorgere le somiglianze profonde tra i due, nonostante i gruppi sociali li vogliano distinti.

Le loro due identità, così simili, riservate e timide, sono state spinte dalle correnti interne di una piccola comunità ai due lati opposti della riva.

Connell è perfettamente inserito in quello che è l’ambiente scolastico, l’ambiente del paese e delle amicizie. Marianne viene invece bullizzata ed emarginata mentre aspetta il momento in cui potrà rifarsi una vita lontana da Carricklea. Sarà proprio la paura delle opinioni degli altri quello che spingerà Connell a voler tenere segreta la sua relazione con Marianne.  E saranno sempre queste scelte la causa di un loro primo e sofferto allontanamento.

La prima inversione dei ruoli che ci è facile notare sta nel primo anno di università a Dublino, dove i due si rincontrano e riallacciano un legame che tra di loro sembra sempre spontaneo e naturale. Durante quest’anno è Connell a sentirsi emarginato e Marianne invece riuscirà ad inserirsi bene. Una delle motivazioni addotte da Connell per spiegarlo è spesso ricondotto alla differenti possibilità economiche che intercorrono tra di loro. Marianne appartiene ad una famiglia benestante presso cui la madre di lui lavora. Per cui Connell a Dublino sente la differenza tra le sue possibilità economiche rispetto a quelle degli altri. Questo, secondo lui, è uno dei motivi che non gli permette di entrare in sintonia con gli altri.

Lo spettro della diverse classi sociali comparirà spesso tra i due innamorati durante i loro momenti di incontro.

In ogni caso non può essere l’unica motivazione, i legami che Connell aveva a Carricklea erano di appartenenza ad uno stesso luogo, al frequentare una stessa scuola e trascendevano i singoli caratteri o le diverse opinioni. Mentre a Dublino ogni rapporto deve essere creato da zero, dalle amicizie ai rapporti di vicinato, e questo richiede un investimento personale più ampio.

Così come a Carricklea così a Dublino queste sono solo facciate. Tra Connell e Marianne non ci sono mai delle vere inversioni di ruolo; piuttosto un ritrovarsi, un rimescolarsi nei sentimenti l’uno dell’altra. Le loro anime hanno lo stesso rumore di fondo. Infatti anche per Marianne Dublino non si rivela il nuovo inizio tanto sperato. Per la prima volta in vita sua deve interfacciarsi con dei rapporti d’amicizia e relazioni amorose che si possono  rivelare tossiche anche per una persona che le ha sempre agognate. Tossico è infatti il suo rapporto con Peggy e con alcuni uomini, complice forse l’idea inculcatale dalla madre di avere una freddezza interiore che la rende impossibile da amare per gli uomini.

Marianne e Connell continuano per molto tempo a permettere che le persone, le opinioni esterne e i non detti guidino la loro relazione e li allontanino. Il periodo che ho vissuto con più sofferenza è sicuramente quello in cui il loro allontanamento non sembra solo fisico ma anche spirituale; è quello in cui Connell, intrapresa una relazione con Helen, rinnega a parole Marianne affibbiandole tutte le colpe delle brutture del suo carattere. Tanto da essere cieco davanti alla muta richiesta d’aiuto di lei che dalla Svezia attraversa un periodo autodistruttivo sul filo dell’anoressia e dell’annullamento personale. Ho davvero temuto che questa volta la distanza fisica tra di loro avrebbe avuto la meglio persino sull’interdipendenza delle loro anime.

Connell, come al solito, riuscirà di nuovo a “vederla” chiaramente solo quando anche lui si ritroverà nella parte discendente della parabola. I due, questa volta quasi in modo speculare, anche se separati continuano ad influenzarsi, attraversando fasi negative simili.

E qui stanno le differenze più evidenti con la serie televisiva, sicuramente nel non dare abbastanza peso alla relazione di Connell con Helen e al dolore che Marianne si troverà ad affrontare in Svezia. Poi nel finale che, sebbene simile, nella serie tende ad avere valore negativo. Mentre nel libro ha il sapore di una situazione già incontrata, e che viene affrontata con una nuova consapevolezza, dimostrando che quello che li lega è una vera storia d’amore. Chissà se il futuro li vede ancora insieme, chissà se le paure, i giudizi degli altri e i tanti silenzi alla fine riusciranno a dividere le due anime così come la lontananza fa con i corpi. Un po’ come quando Zeus decise di dividere per sempre quella famosa mela.

Quella tra Marianne e Connell è una storia un po’ amara ma che in fondo è una storie d’amore tra persone normali.

Oriana D'Apote

Oriana D'Apote classe ’93 un pendolo che oscilla tra la Puglia e l’Abruzzo. La mia prima natura è quella di ascoltatrice di storie, con l'animo inquieto sempre alla ricerca di qualcosa, il dettaglio, la poesia. Sogno di acquistare centinaia di fiabe illustrate, leggo storie crude. Vivo come il protagonista di un noir a colori dove alla fine prenderò il cattivo, risolverò il caso.

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