Osaka, 1945 – Osamu Tezuka : recensione

Osaka, 1945 è il mio primo manga storico, genere che poco mi sconfinfera da sempre. Siccome è però un genere molto importante nella produzione nipponica, ho deciso di buttarmi a capofitto partendo da un autore fondamentale tra i mangaka, Osamu Tezuka.

tezuka osamu osaka

Il fumettista, che è solito praticare il cosplay del ragionier Fantozzi, è una sorta di padre del fumetto giapponese. È lui che inventò gli occhioni cuccioloni che caratterizzano lo stile. Un esempio è Astro boy, occhioni e fantascienza, che diventò il primo anime.

Tezuka è legato alla città di Osaka, dove nasce e studia; ne conosce storie e fattarelli, evoluzioni e momenti in cui la città si ferma per colpa degli eventi concomitanti. Nel 1979 esce Osaka, 1945 che si colloca tra produzioni decisamente più fantastiche. Certe storie, quando chiamano, richiedono una risposta immediata. Nonostante questo, il manga è rimasto senza un finale. Ed era rimasto senza edizione italiana fino ad ora, ma per fortuna c’è J-POP.

Siamo alla fine del conflitto, tra persone che faticano a ritrovare una propria dimensione. Il ricordo dei raid aerei è vicinissimo, pesante e doloroso. Giriamo tra le strade della seconda città del Giappone, tra le macerie di vite che non ci sono più e di stentate esistenze che cercano un riscatto. Il testo e le immagini restituiscono la crudezza di un territorio così massacrato. Gli americani gestiscono la zona, e sono gli stessi che guidavano gli aerei del raid del penultimo giorno di Seconda Guerra Mondiale.

Vediamo la delinquenza, il contrabbando, gente che tenta il tutto per tutto, e notiamo che la violenza è alla base dei rapporti. Leggo tanti volumi supereroistici, eppure raramente mi son trovato davanti a un numero così alto di scazzottate. Del resto, il titolo originale è どついたれ, traslitterato in Doitsutare. Il termine non ha corrispondenze in italiano, ma la traduzione che ci fornisce internet è “dagli addosso”. Una sorta di “rall ‘nguoll” napoletano, un tenace invito all’azione, violenta o no.

Satoshi, il personaggio con maggior presenza nel manga, segue di certo questa linea, una filosofia di vita che, per quanto discutibile, lo porta a una vita turbolenta e parecchio interessante. Non vuole che la sorella più piccola si prostituisca, e cerca ovunque un modo per sbarcare il lunario. Vende fibbie, cerca una pistola, fonda una pubblicazione dai contenuti succinti. E in tutto questo coglie sempre l’occasione per menare le mani. Quando sai fare bene una cosa, trova il modo per sfruttarla a tuo vantaggio.

Per la rivista, poi, verrà ingaggiato il fumettista Osamu Takatsuka, chiaro autoriferimento. Le difficoltà arrivano per tutti, e l’autore decide di inserire sé stesso nella macrostoria di Osaka perché anche lui era lì a fare la fame, a cercare l’occasione. È forse l’unica sequenza divertente del volume, ed è strano perché l’umorismo di Tezuka è, almeno per ciò che letto finora, sempre presente. Il disegnatore cerca modelle per il nudo ma non se ne trovano. Lascio a voi scoprire cosa accadrà.

Anche se l’ultima scena di sesso mi è risultata fastidiosa – e non sono minimamente bacchettone, sono pur sempre un fan di Jess Franco! – consiglio vivamente Osaka, 1945 sia per gli appassionati di storia che per i lettori in genere, che possono trovare l’importanza dei punti di vista differenti. La guerra non finisce quando ratificano la pace, perché è lì che inizia la vera lotta interna.

Aniello Di Maio

Aniello di Maio è nato l’ultima volta a Castellammare di Stabia (NA), ma si definisce pescarese per evitare lo spirito di competizione. Allevato da un diplomatico presso l’ambasciata spagnola, ha acquistato un veloce eloquio, così veloce che è meglio leggerlo che ascoltarlo. Ha amato così tanto studiare Lettere moderne che ha trascorso almeno il doppio degli anni fuori corso, un po’per l’ansia dilagante, un po’perché non riesce ad essere serio a lungo. Neanche in quattro righe di biografia.

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