Intervista ad Alessandra Spallarossa – La luna crescente

State leggendo l’intervista ad Alessandra Spallarossa, autrice de La luna crescente, se vi siete persi la recensione, potete recuperarla qui.

Ciao, Alessandra, ti do il benvenuto su Bookrider e ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato. Ho da poco letto il tuo romanzo d’esordio che, lo ricordiamo, si intitola La luna crescente, edito da Emersioni e che potete acquistare a questo link.

È un romanzo che mi ha catturato per il ritmo incalzante, il mistero e le bellissime atmosfere indiane.

Ma raccontaci, come nasce La luna crescente?

Il cuore del romanzo, ovvero il rito iniziatico segreto che erano i Misteri Eleusini, è un argomento di cui sentii parlare per la prima volta in un documentario qualche anno fa, la storia mi stregò e da quel giorno decisi che volevo saperne di più. Mi misi dunque a studiare, io vengo da una formazione classica, il mondo dell’antica Grecia non mi è sconosciuto.

L’esoterismo mi ha sempre affascinata, e il fatto che i cristiani avessero distrutto un luogo così importante mi intrigava. Mi sembrava una storia incredibile e da lì le idee per il romanzo cominciarono a riempirmi la testa. Purtroppo ciò che mi mancava era il tempo, il lavoro mi assorbiva completamente, nonostante non fosse stimolante. Mi sentivo un po’ come si sente Leandro, il protagonista: annichilita, depressa, ma bloccata, incapace di cambiare le cose. Sognavo da tanto di andare in India e ad un tratto, complici alcune circostanze che non sto qui a riportare, capii che non potevo più vivere così. Dopo anni di duro lavoro e studio avevo bisogno di fare qualcosa per me stessa. Lasciai quindi il lavoro e partii per l’India.

Pensavo che durante quel viaggio avrei avuto tanto tempo per scrivere, ma mi sbagliavo di grosso, però in quei mesi ho avuto tanto tempo per pensare e una volta tornata a casa la storia era perfettamente delineata nella mia testa. Da quel momento mi ci sono voluti nove mesi per scriverlo, considero questo libro alla stregua di un figlio, dato alla luce con amore e sacrificio.

Il tema del viaggio è difatti uno dei temi chiave della narrazione, quanto del tuo viaggio, della tua esperienza c’è all’interno del libro?

Parecchio. Ho sempre scritto di ciò che conosco e per questo mio primo romanzo volevo che l’ambientazione risultasse assolutamente realistica, perciò tutti i luoghi in cui si svolge sono luoghi che ho visitato io stessa. Ho trascorso sei mesi in India, zaino in spalla, percorrendola lentamente da sud a nord. I luoghi che Leandro ama sono i luoghi che io ho amato, le difficoltà che Leandro incontra sono quelle che io ho incontrato, perché l’India non è un paese facile, perlomeno se attraversata in questa maniera. Ma è un paese meraviglioso e io sogno di tornarci presto. Mi ha rubato il cuore.

Partire per l’India è stata la scelta migliore che abbia mai preso in vita mia, il regalo più prezioso che mi sia fatta, scrivendo il libro ho poi capito che volevo trasmettere ai lettori queste sensazioni legate al viaggiare, e il viaggio nel mio romanzo non è solo un viaggio attraverso un paese esotico, è anche metafora del viaggio della vita e del viaggio verso la consapevolezza e la spiritualità.

Inoltre, i Misteri Eleusini si basavano sul mito di Core e io ho tentato di rivisitarlo attraverso il viaggio dei protagonisti.

Il fatto che questo libro sia nato dopo un viaggio attraverso l’India, è stato subito per me un valore aggiunto, quante delle scene descritte hai vissuto? ( ad esempio l’incontro di Leandro con l’artista di strada, il festival musicale)

Alcune. La gentilezza degli indiani è una delle cose che ho sperimentato più spesso sulla mia pelle, nel romanzo Leandro incontra tante persone di buon cuore, anime gentili, e riguardo ciò non ho dovuto inventare nulla, a parte i nomi, perché gli indiani sono davvero così, sempre disposti ad aiutarti, sempre pronti ad aprire la loro casa per te.

Oppure il suonatore di Ravanahatha che Leandro incontra a Pushkar, io lo incontrai in un’altra città del Rajasthan, non ricordo quale, forse Jaipur, e il mio fidanzato gli chiese di insegnargli a suonare quello strumento dal suono magico, ma era difficilissimo, persino per lui che è un musicista. O ancora il festival musicale, quello in particolare ovviamente non esiste, ma nella realtà io ho partecipato a molti festival simili, di musica psytrance, sia in Europa che in Asia, e i giovani indiani amano quel tipo di musica: ricordo che sull’Himalaya decidevamo in che posto fermarci in base alla musica e quasi tutti mettevano la psytrance. Le loro sonorità tradizionali sono molto diverse dalle nostre, ma con la psytrance parlavamo tutti la stessa lingua.

Hai fatto seguire ai tuoi personaggi un itinerario preciso, come mai?

Volevo che i personaggi passassero per vari luoghi dell’India, in modo da guidare il lettore attraverso il paese insieme a loro. L’india è un continente, è enorme, decisamente affollato e variegato. Si compone di ventotto stati molto diversi tra loro. Tra un confine e l’altro non cambia solo la lingua ma anche le tradizioni sociali e familiari, la cucina, la natura, tutto insomma. Inoltre volevo che il loro viaggio fosse metafora di un’ascesa: infatti partono da sud e concludono il loro viaggio…. no spoiler!

Invece l’elemento dell’esoterismo da dove nasce? È una caratteristica che ti appartiene?

L’esoterismo è una materia molto ampia e variegata, non mi definirei un’esperta ma è sicuramente una materia a me familiare. Ho sempre avuto un debole per ciò che è misterioso, fin da bambina, tuttavia il merito di questa mia passione va a mio padre: lui era un appassionato di tutto ciò che è esoterico, aveva una bella libreria sull’argomento e passava le serate a leggere questi libri che a me, da piccola, parevano quasi magici. Erano per lo più volumi dalle pagine ingiallite e con strani simboli sulle copertine, durante le cene mio padre ne discuteva con gli amici e tutti lo ascoltavano rapiti. Dopo la sua precoce dipartita ho portati tutti quei libri a casa mia, li custodisco come un tesoro.

Nella mia recensione non ho parlato del finale del libro perché l’ho apprezzato e vissuto e non vorrei rovinarlo a nessun altro lettore. Quindi, senza fare troppi spoiler, qual è il tuo rapporto con la spiritualità?

Questa è una bella domanda. Il mio rapporto con la spiritualità è stato pressoché nullo, o comunque molto superficiale, fino ai ventitre anni. Non mi sono mai ritrovata nella religione cattolica e mi professavo atea, talvolta agnostica. Dopo la morte di mio padre l’intero universo per me ha subito un forte scossone, mi si è aperto un buco nero davanti al petto, nulla era più come prima. Però, col tempo, il dolore mi ha aiutata a mettere a fuoco la mia vita, a riscoprirmi per come ero sempre stata senza averlo saputo prima. In quel periodo ho cominciato a sentire un richiamo verso qualcosa che non sapevo spiegare. Ho iniziato a praticare yoga e studiandone la storia e la filosofia ho compreso che quello che cercavo era la spiritualità, che nulla ha a che vedere con la religione.

Dopo il mio viaggio in India ho capito che la spiritualità ti salva, spesso dal mondo ma tavolta anche da te stesso. Oggi coltivo la spiritualità in maniera eclettica. Mi piace esplorare e sperimentare, non amo le regole o i dogmi, cerco solo di vivere il più connessa a me stessa e alla natura possibile, pratico yoga, medito, recito mantra, tengo viva la ricerca interiore e la mente aperta agli insegnamenti. Credo che la spiritualità sia un percorso, un sentiero che conosci istintivamente, ma che in realtà è senza meta, perché ciò che conta è solo continuare a camminare. La società consumista in cui viviamo ci insegna a inseguire le cose come prede e a conquistarle, la vita spirituale è l’esatto opposto, non c’è nulla da afferrare, solo tanto da scoprire, ogni giorno.

Alessandra, ho trovato la tua scrittura molto matura, quali autori ti hanno influenzato?

Grazie, sei gentile. In realtà è una domanda difficile, perché essendo una gran lettrice e leggendo quasi tutti i generi credo di esser stata influenzata eterogeneamente. Credo anche di avere ancora molto da imparare. Però, per rispondere alla tua domanda, mi lusingherebbe sentirmi dire che il viaggio ricorda – anche solo vagamente – Paulo Coelho, o che la scrittura pulita richiama Calvino, o che i frammenti onirici sembrano usciti dalla penna di Lewis Carroll. Ma anche Emily Bronte, Mordecai Richler, Niccolò Ammaniti, Margaret Mazzantini. Mi piacerebbe aver preso qualcosa da ognuno di loro, ma nella scrittura, come in molte altre cose, è fondamentale trovare poi la propria strada. Intesa come impronta, come carattere distintivo, altrimenti è dura emergere.

E siccome spesso uno scrittore è anche prima un lettore, quali autori consiglieresti ai lettori di Bookrider?

Tre libri:

Uno per andare in India, ma che io ho letto solo dopo: Shantaram, di Gregory David Roberts

Uno per andare in spiaggia, ma che io ho letto davanti al camino: La mia famiglia e altri animali, di Gerald Durrell

Uno di cui non dico nulla, ma che consiglio col cuore: La morte bianca, di Eugenia Rico

E cosi arriviamo al momento del nostro attesissimo gioco! L’una o l’altra, cosa butti dalla torre e cosa invece tieni?

Amore / amicizia

Posso tenerli entrambi? Credo servano entrambi nella vita: un raro amore e un prezioso amico, serve altro?

Treno / aereo

Aereo

Organizzare / improvvisare

Organizzo male allora poi improvviso, ma sogno di diventare un’improvvisatrice provetta

Cibo italiano / cibo straniero

Cucina italiana senza alcun dubbio! La migliore al mondo!

Dolce / salato

Salato forevah

Libro / film

Regalami un libro e sarò tua

Autori italiani / autori stranieri

Giudico i libri dalla copertina ma non giudico gli scrittori dalla provenienza 😉

Siamo giunti alla fine della nostra intervista. Alessandra io ti saluto e ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato. E per avermi permesso di conoscere la bellissima storia de La luna crescente.

Grazie a te, Oriana

Oriana D'Apote

Oriana D'Apote classe ’93 un pendolo che oscilla tra la Puglia e l’Abruzzo. La mia prima natura è quella di ascoltatrice di storie, con l'animo inquieto sempre alla ricerca di qualcosa, il dettaglio, la poesia. Sogno di acquistare centinaia di fiabe illustrate, leggo storie crude. Vivo come il protagonista di un noir a colori dove alla fine prenderò il cattivo, risolverò il caso.

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