Arabesque – Alessia Gazzola

Uno dei pregi della scrittura di Alessia Gazzola è sicuramente la grazia. L’autrice si muove leggiadra tra referti autoptici e storie d’amore come farebbe una ballerina.

Si sa, le ballerine possono essere tanto fragili quanto spietate; vi invito a leggere la sinossi di un qualsiasi balletto senza trovare qualche morte atroce.

Non a caso ho scelto di scrivere del libro più aggraziato della saga dell’Allieva, Arabesque; a ben vedere la dinamica che si crea ricalca un po’ quelle dei balletti classici.

Amore finito male, rivalità tra donne e misteri svelati solo nel finale sono gli ingredienti di questo episodio delle avventure di Alice Allevi.

Dopo la lunga specializzazione sotto l’ala del suo amato Claudio Conforti, in arte CC, Alice ha spiccato il volo ed è finalmente un medico legale con i primi casi veramente suoi.

Quando viene chiamata per la perizia sul corpo di Maddalena Vichi, la proprietaria di una scuola di danza, Alice sente che non è stata la morte per cause naturali che tutti credono che sia. Col suo spirito alla Jessica Fletcher indaga a fondo fino a far riaprire un vecchio caso di cui si era occupato nientepopodimeno che Claudio.

È pericoloso mischiare amore e lavoro. Specie se, come Alice, si ha a che fare con uomini poco inclini a fare un passo indietro come CC; infatti la loro storia d’amore avrà l’ennesimo momento no.

In apertura ho parlato di come la Gazzola, in Arabesque e gli altri romanzi. sia molto brava a bilanciare quelli che, sotto molti aspetti, sono due generi letterari davvero diversi: il giallo e il romance; questo le riesce perché fa contornare una detection avvincente da una storia d’amore non banale.

Gran parte dell’efficacia della parte “gialla” del romanzo è data dal fatto che l’autrice sia effettivamente un medico legale: il risultato è un forte realismo in alcuni momenti dei romanzi come durante i rilievi sulla scena del crimine, le autopsie o i referti.

Abbiamo anche un parte “rosa” da non tralasciare mai. Romanzo dopo romanzo ci siamo appassionati agli alti e bassi tra Alice e Claudio e alle loro scaramucce durante le autopsie; se non ci sono bastati i romanzi, la Rai ci ha sfornato una bella serie con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale.

La penna di Alessia Gazzola in Arabesque scorre leggera tra le pagine creando un universo diegetico femmineo ma non sdolcinato, perfettamente imperfetto come è Alice. Il suo stile leggero ma non frivolo riesce a mettere sullo stesso piano i due generi con cui si destreggia senza  mai cadere.

Se volete avvicinarvi al genere giall(in)o o mettere un po’ di rosa tra le vostre letture gialle, l’Allieva è la saga letteraria che fa per voi!

Laura Perrotti

Nata quasi trent’anni fa, non ricordo un momento della mia vita in cui non ho avuto un libro sul comodino. Amo tutti quei romanzi che riescono a farmi andare lontano (ma non troppo) con la fantasia… sarà per questo che sono finita a voler occuparmi di cinema? Ho uno strano debole per i classici dell’Ottocento francese e del Novecento italiano ma non sono la tipica snob che tira dritto davanti alle nuove uscite.

Lascia un commento