Amori & Disincanti – Valerio Vigliaturo

Amori & Disincanti edito da Transeuropa è la raccolta poetica di Valerio Vigliaturo, poliedrico artista, attivo in più campi. Dopo il romanzo Dalla parte opposta torna sugli scaffali con questa sua prima silloge.

L’opera è molto densa, carica di riferimenti a persone e fatti realmente accaduti, come ad esempio il Commissario Calabresi e la strage di Piazza Fontana; stereotipi di più generazioni, luoghi geografici sparsi lungo tutta l’Italia e non solo, e bellissime memorie familiari.

Se volessimo provare a ricercare l’amore e il disincanto citati nel titolo, potremmo provare a dividere, idealmente, la raccolta in due parti.

Il disincanto traspare soprattutto nella prima parte dell’opera in cui spesso più dure sono le parole riservate alla società, ormai schiacciata dall’ingombrante peso della tecnologia; quasi risucchiata da un mondo digitale che non riposa mai, e che ci impone di esistere nel quadrato dell’immagine di profilo, costantemente esposti e vulnerabili.

Mentre addentrandosi sempre più all’interno della raccolta scopriamo quello è il lato più tenero, più emotivamente esposto; laddove i sentimenti si mescolano tra esperienze passate, ricordi lontani e nuove consapevolezze.

“Ho passato gli ultimi anni / a cercare di cambiare vita / donne abitudini / prospettive e lavoro /
Poi ti accorgi / che quello che avevi / ti stava anche bene / ti potevi accontentare”

E ancora

“Dopo aver girato tutt’attorno […]/ la gioia più grande / è stata quella di passare / la vigilia di Natale con mio padre / La felicità a volte / non sta nell’ostinarsi a cambiare / ma nel lasciarsi ritrovare”

A pagina trentanove, sempre sulla scia del filone del ricordo, troviamo un componimento legato al ricordo del mare in estate, per diverse estati negli anni. Possiamo scorgere i sentimenti che legano il poeta al fratello, figura ricorrente all’interno dell’opera, ai genitori, e soprattutto ad un legame indissolubile e di ritorno a quello che sempre è un luogo amato. Così anche a pagina cinquantasei dove il mare lascia spazio alla neve e la spiaggia alla casa. Col mutare delle stagioni non cambiano i sentimenti che lo legano ai luoghi d’infanzia e che a ritornarci da adulti svelano il loro volto triste di tempo che passa.

In questa parte più interna e personale comincia anche la sezione dedicata agli amori; versi bellissimi dedicati ad un amore che non è potuto essere e che potrebbe realizzarsi solo con lo stesso inganno teso da Ade a Persefone, darle da mangiare il frutto del melograno.

Una cosa che mi piace particolarmente in Amori & Disincanti è sicuramente il riuscire a portare nella poesia non solo il racconto della storia d’amore in sé ma anche esperienze veritiere di vita, come gli albori di un amore in De sidus dove le vite di due persone si preparano ad unirsi a mescolarsi su più livelli, come lo scambio di oggetti, mescolanze di ricordi, una casa vissuta insieme e la speranza di un bambino nel futuro. O come nel componimento sulla convivenza:

“La convivenza / è una brutta bestia da domare […] / Si parte pieni l’euforia / grandi progetti/ inaspettati annunci / per naufragare / tirando fuori / il meglio e il peggio”

Componimento questo che si affianca ad altri due, sempre sulle difficoltà del rapporto di coppia: la prima in cui il rapporto viene associato alla bellissima immagine di due barche “ che se ne stanno teneramente / una accanto all’altra” in un rapporto che sembra facile ma che non lo è mai stato; fino ad arrivare nel finale della terza poesia ai versi: “ Saremo ancora capaci / di salvare questo amore / sordo al grugnito di Thiago / che salendo sul divano / si accovacciato teneramente / come fosse quel bambino / che non è stato destino”. Quasi a creare un climax discendente nella rottura di coppia carico di tanta umana tenerezza.

Tra i richiami più frequenti nella sua poesia, oltre a quelli legati alla musica o al mondo dell’arte, ce ne sono molti legati ai miti greci, come abbiamo già visto, quello di Persefone negli Inferi o quello di Sisifo, chiuso in un loop eterno senza la speranza della fine. Tra le mie preferite (siamo a pagina 33), forse proprio per i frequenti richiami a luoghi e miti, c’è una poesia che si rifà ad un viaggio in Grecia fino al ritorno in Italia.

Infine una menzione va alla contaminazione che la contemporaneità trova all’interno della poesia di Vigliaturo come i versi di una delle prime poesie della raccolta che suonano quasi profetici dei tempi che vi aspettavano; quei versi che descrivono un aeroporto, un’atmosfera pesante quasi “come in un film sulla contaminazione da virus” e ancora verso la fine troviamo quasi un inno ad una vita che può ritornare, ad un estate come era, in musica, di mare, di colori: “e ci saranno / cantine aperte / beaujolais, salsicce/ e caldarroste / indistintamente/ per tutti”. E noi ce lo auguriamo tutti.

Insomma, come dicevo, una raccolta molto densa, un piccolo gioiellino che non bisogna giudicare dalla mole.

Valerio, la mia prima domanda è di carattere personale. Nella poesia che comincia con i versi: “Quando non vi sarai più tu / avrò tutto a disposizione” chi si cela dietro i versi?

Non amo svelare chi si cela e preferisco che sia chi legge a immaginare chi potrebbe essere, magari immedesimandosi con le sue esperienze e sensazioni. Posso però rivelarti che è una persona fondamentale della mia vita, un punto di riferimento affettivo ed esistenziale con il quale ho cercato attraverso i versi di riappacificarmi immaginando il momento più tragico di quando sopraggiungerà la sua perdita, sperando che sia il più tardi possibile, e il disincanto finale della sua assenza che creerà senz’altro uno smarrimento tremendo, un vuoto difficile da accettare ma che potrebbe essere ancora colmato in questo periodo che ci rimane da vivere insieme.

Qual è il tuo rapporto con la tecnologia?

Come dichiaro spesso bisogna essere assolutamente contemporanei, sia nella scrittura che nella vita, saper cogliere il progresso scientifico e tecnologico che ci circonda e che negli ultimi anni sta accelerando in maniera esponenziale in tutti i campi dalla medicina alla robotica, stravolgendo gli ambiti della nostra vita compreso il mondo del lavoro da cui potremo finalmente emanciparci dedicandoci allo sviluppo culturale e filosofico della nostra esistenza. Ci aspetta un futuro diverso, in cui coesisteremo con algoritmi, macchine, intelligenze artificiali che stiamo programmando e ricreando come moderni demiurgi sempre più simili all’essere umano. Nell’ultimo anno in qualche maniera siamo già stati catapultati in una realtà distopica che avevamo solo immaginato attraverso film e racconti. Dipenderà solo da noi fare in modo che questo processo sia armonico e non alienante per non esserne travolti!

Domanda per il futuro, hai in mente una nuova raccolta poetica o tornerai al romanzo?

Continuo a scrivere saltuariamente poesie che non so se confluiranno in una nuova raccolta, ma ho in mente di scrivere un nuovo romanzo che sia il proseguo di “Dalla parte opposta” volutamente lasciato aperto, in cui tratterò nuovamente il tema dell’immortalità ripercorrendo anche i miti, le credenze religiose e le scoperte scientifiche più attuali. Sarà un bel viaggio impegnativo da affrontare, sia emotivamente che filologicamente, il viaggio che in fondo l’uomo percorre da quando esiste sulla terra, quello del limite temporale della sua esistenza.

Valerio, siccome ci è noto il tuo essere artista attivo in più campi, se dovessi dedicare una canzone a Bookrider quale sceglieresti?

Dato che abbiamo parlato di immortalità vorrei dedicarvi Le sacre sinfonie del tempo di Franco Battiato:

siamo esseri immortali/ Caduti nelle tenebre, destinati a errare/Nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione…

In ultimo, il gioco intervista più atteso all’interno degli articoli! Ti fornisco una coppia di termini e ne devi scegliere uno per coppia:

Prosa / versi

Versi

Giorno / notte

Notte (elucubrare)

Nord / sud

Sud (le mie origini)

Invero / estate

Estate

Poeti italiani / poeti stranieri

Italiani

Giornale cartaceo / giornale in formato digitale

Cartaceo

Relazioni brevi / relazioni lunghe

Relazioni lunghe

Alcolico / analcolico

Alcolico

Greci / romani

Greci

Amore/disincanto

Amore

Oriana D'Apote

Oriana D'Apote classe ’93 un pendolo che oscilla tra la Puglia e l’Abruzzo. La mia prima natura è quella di ascoltatrice di storie, con l'animo inquieto sempre alla ricerca di qualcosa, il dettaglio, la poesia. Sogno di acquistare centinaia di fiabe illustrate, leggo storie crude. Vivo come il protagonista di un noir a colori dove alla fine prenderò il cattivo, risolverò il caso.

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