Aldilà di te – Violetta Rovetto e Sakka

Al funerale di Marzio Aversano, 33 anni, bisbigliano tutti. Era sposato, dicono. Ma in Italia? In chiesa? No, no, non in chiesa… un’unione civile, quella cosa là. E quello chi è? È la “moglie” … il vedovo. Si dice così, no? Anche se sono due ragazzi. Sembravano normali. Discreti, capito?

La “moglie” è Livio, che di mestiere fa l’orologiaio, perché gli piace aggiustare le cose che non funzionano. Ma non è mai riuscito ad aggiustare il rapporto tra Marzio e suo padre, che infatti non si risparmia un’aggressione omofoba, verbale e fisica, neppure davanti alla tomba del suo stesso figlio. «Con quale coraggio ti sei presentato al funerale? Non hai nessun diritto di stare qui.»

Un marito morto giovanissimo, un cazzotto assestato in pieno volto dal suocero. Ce ne sarebbe abbastanza da mandare fuori di testa chiunque. Eppure Livio sembra sereno, compassato. Placidamente rassegnato. Le tragedie, si sa, succedono. O forse no. Perché presto Livio inizia a essere tormentato da orrendi incubi, anche da sveglio. I suoi amati e odiati orologi iniziano a segnare tutti la stessa ora. Il giorno si riempie di visioni di acqua, tentacoli, gorghi. Ma poi: com’è morto Marzio? E perché il signor Aversano, nonostante continui a sputargli in faccia che se il figlio è morto è solo colpa sua, è sempre tra i piedi di Livio?

Aldilà di te, di Violetta Rovetto (molto conosciuta con lo pseudonimo di V Rocks su YouTube) e Sakka (all’anagrafe Roberta Sacchi), è una graphic novel sull’elaborazione di un lutto, o meglio la sua integrazione dentro il Sé. Livio ha già tutti gli strumenti che gli consentono di accettare ciò che gli è successo, l’ha razionalizzato, all’apparenza è già passato oltre. Eppure, no. Non è neppure vicino a processare la morte di Marzio, solo che non lo sa. E raccontare queste sfumature psicologiche in immagini statiche era un’impresa per niente facile.

Il fumetto si presta bene alle narrazioni veloci, dinamiche, serrate. Dialoghi secchi, personaggi bidimensionali, tavole di forte impatto. Nei fumetti scritti male, si ha la sensazione di assistere al trailer di un romanzo vero e proprio, che però non esiste. Ma Al di là di te è scritto davvero bene, con una sensibilità drammatica e un amore per il dettaglio che è più consueto riscontrare nel cinema o nella serialità televisiva, piuttosto che in una graphic novel.

Del resto, Violetta Rovetto è stata sceneggiatrice, e sta attualmente curando la regia de Il migliore dei mali, tratto da un suo stesso fumetto (i disegni, lì, erano di Marco Tarquini). Anche Aldilà di te sembra il soggetto di una miniserie su Netflix da 6 puntate, solo che non c’è bisogno di vederla, perché il risultato è già visibile su carta.

Il talento di Sakka, infatti, regala illustrazioni mimetiche, che si fondono così tanto con l’immaginazione di Violetta da scorrere come in un video. I colori, limacciosi e densi nei momenti più drammatici, tenui e tiepidi in quelli del ricordo e della commozione, si comportano come la fotografia cinematografica, e persino le espressioni dei protagonisti sembrano ricalcate dal vivo su volti di uomini e donne in carne e ossa.

Un’ultima considerazione. È bello che la storia d’amore tra Livio e Marzio sia raccontata, appunto, come una storia d’amore, e non solo come un rapporto omosessuale. Quando si parla di omofobia, soprattutto attraverso la figura del padre di Marzio, non è mai con l’insistenza predicatoria di una certa letteratura woke, ma lasciando scaturire naturalmente le tematiche dal corso degli eventi, senza sermoni posticci.

Aldilà di te è uscito già due anni fa, tempi biblici per l’editoria contemporanea. Spero di non essere troppo in ritardo per consigliarlo, caldamente, a chiunque.

Fiorenza Fortini

Fiorenza Fortini nasce e attecchisce tra le colline abruzzesi. Nella vita è un’insegnante di italiano e storia (o latino e greco, dipende dagli anni). Scrive racconti sulla pagina Instagram @ritrattiscartati e sogna di pubblicare il grande romanzo generazionale italiano. Ama la fantascienza, lo smalto semipermanente, i podcast e le storie in cui alla fine il protagonista muore.

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